a lo hecho, pecho

ciò che è fatto è fatto
sabato, 21 febbraio 2009

BIT '09: la Regione Sardegna aumenta arrivi e partenze

"Nel 2008, nonostante la crisi globale e l’exploit del 2007, il turismo sardo continua a crescere. Nel quadriennio 2004 – 2007 in Sardegna cresce anche la domanda e l’offerta turistica in base ai dati certificati Istat. Aumento importante per il movimento passeggeri negli aeroporti grazie anche ai 75 voli low cost attivi nel 2009 (nel 2004 erano 6).

Il dato provvisorio dell’Osservatorio Economico elaborato sulla base dei numeri forniti dalle Province, per il 2008 registra:

arrivi + 1,4 %

presenze + 1,1 %.

Numeri assoluti 2008

Arrivi: 2.363.496 + 1,4 % (2007: 2.330.206)

Presenze: 12.290.414 + 1,1 % (2007: 12.155.378)



Arrivi e presenze 2007

La Sardegna è la regione italiana che nel 2007 ha registrato il maggior incremento percentuale sui flussi turistici totali. Il dato Istat è:

arrivi + 18 %

presenze + 15 %.

ANCHE IL TRAFFICO NEI PORTI E NEGLI AEROPORTI SARDI NEL 2008 CRESCE DEL 1,24 %

Aumento importante per gli aeroporti che nel corso dell’anno hanno incrementato il già consistente traffico del 2007 sino al 6,25 %

Punta del + 10,44 % a Cagliari.

Numeri assoluti 2008

Totale traffico passeggeri: 11.896.674 + 1,24 %

(2007: 11.751.266)




DATI ISTAT 2004 – 2007: DOMANDA IN FORTE CRESCITA

Variazione 2004 – 2007 Istat

Arrivi totali: +16,5% (+11,9% a livello nazionale)

Presenze totali: +15,0% (+9,1% a livello nazionale)

Arrivi Italiani: +8,6% (+8,3% a livello nazionale)

Presenze Italiani: +8,7% (+4,4% a livello nazionale)

Arrivi Stranieri: +34,9% (+16,8% a livello nazionale)

Presenze Stranieri: +30,9% (+15,8% a livello nazionale)

DATI ISTAT 2004 – 2007: IN CRESCITA ANCHE L’OFFERTA

Variazione 2004 – 2007 Istat

Esercizi totali: +57,2% (+14,4% a livello nazionale)

Posti Letto totali: +13,5% (+6,7% a livello nazionale)

Esercizi Alberghieri: +11,9% (+1,6% a livello nazionale)

Posti Letto Alberghieri: +13,0% (+7,2% a livello nazionale)

Esercizi Extralberghieri: +92,3% (+19,7% a livello nazionale)

Posti Letto Extralberghieri: +14,0% (+6,2% a livello nazionale)

Numeri assoluti 2004 - 2007

Posti letto 2007: 189.239 (2004: 166.751)

Esercizi 2007: 2721 (2004: 1731)"



Fonte:



Ci si sta chiedendo su quali dati ci sia stato detto che il turismo in Sardegna sia allo sbando.


Sandra

 

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giovedì, 19 febbraio 2009

E così la storia si ripete, Giulio Cesare docet.

Ma che stupidi, ma che ingenui!!!!




Il nano malefico sapeva perfettamente quali sarebbero stati gli esiti, lo sapeva sin dall'inizio. Altrimenti mai si sarebbe prestato alla campagna elettorale di Cappellacci sapendo di perderla. Ci avrebbe rimesso più che la faccia.




Sapeva bene che i vari Fadda, Cabras, Oppi e compagnia cantante avrebbero fatto di tutto per levarsi Soru dalle palle. Aveva fatto loro troppi sgambetti, era troppo imparziale. E loro sono la vecchia politica, quella becera, costruita prevalemente sui clientelismi, sulle poltrone e sullo scambio di favori personali.




Le dimissioni di Veltroni hanno chiuso il cerchio. Non è riuscito a convincere la sua "scuderia" a rinunciare a remare contro, è chiaro che deve lasciare.




Ma che scemi, tutti si sono fatti distrarre dall'equazione Cappellacci = Fantoccio di Berlusca, ma questo è ciò che ci è stato fatto credere. I giochi erano già fatti da molto tempo prima. D'altra parte Berlusconi non è uno che gioca pulito. Cappellacci non è di certo il cavallo di razza, il cavallo vincente. Ma la pista in cui i congiurati hanno fatto correre Soru era bella vischiosa....

postato da aloechopecho alle ore 19:54 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
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giovedì, 19 febbraio 2009

Caro Cappellacci

Vi sembrerà assurdo, ingenuo.


Ma ho fatto la prova. Ho inviato al sito web di Cappellacci un messaggio. Non ho avuto l'astuzia di copiarmelo e così non potrò più riavere il testo orginale. In tutti i casi il testo diceva queste cose.


Caro dott. Cappellacci, parafrasando qualcun'altro, anche se non l'ho votata, oggi le dico che Lei è ora il mio Presidente. Le dirò che ho votato Renato Soru per vari motivi, per il risanamento del bilancio della Regione e la lotta gli sprechi, e per tante buone ragioni, a parer mio. Le chiedo pero' una cosa. Cerchi di non distruggere e di non far distruggere quanto di buono è stato fatto. Lasci così come è il piano sanitario regionale, l'ente unico per la gestione dell'acqua in Sardegna, non riaumenti le Comunità Montane, non faccia come il suo predecessore politico Mauro Pili che si tenne sotto la mattonella 80 milioni di euro per la ricerca e l'innovazione dei fondi strutturali. Incoraggi e aggiorni il sito web, che oggi è una enorme fonte informativa per i giovani. glielo chiedo da sarda, da italiana e cittadina europea.


Con osservanza


Sandra


p.s.: ovviamente non è mai stato pubblicato...inutile dirlo, vero??

postato da aloechopecho alle ore 14:35 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
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domenica, 15 febbraio 2009

Tanta voglia di Indro

Per altre questioni ho ripreso in mano "La Nuove Stanze" di Indro Montanelli.


C'è un'articolo che mi sforzerò di riassumere perchè sintetizzare Indro è cosa assai rischiosa.


Come è risaputo non si è mai definito uomo di sinistra (tant'è che diceva che la sinistra deve cambiare nome dato che la stessa parola evoca negatività).


Quando nel 2001 disse che avrebbe votato a sinistra turandosi le narici, fu accusato di voltagabbana, e soprattutto molti furono indignati per il fatto che la sinistra utilizzò questa cosa ai fini propagandistico elettorali.


Egli rispose, in una lettera intitolata "L'eterno dilemma: scegliere il meno peggio" che la sua scelta, era discutibile in quanto l'esercito di Rutelli era una vera e propria armata brancaleone, mentre il Polo delle destre erano compatte "come lo erano, ai loro tempi, quelle fasciste e naziste ("Ein Volk, ein Reich, ein Führer": un popolo, un governo, un Capo").".


Tuttavia si è trovato davanti alla scelta: manganello o bordello?


Del manganello, disse, ne ho conservato un ricordo ispirato al disgusto; del bordello un ricordo ispirato al rimpianto.


"E che volto abbia la Destra italiana, che ha il coraggio perfino di proclamarsi liberale, lo abbiamo ben visto in questi ultimi giorni".


Aggiungerei adesso, caro Indro, anni...

postato da aloechopecho alle ore 16:11 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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domenica, 08 febbraio 2009

"Soru versus il Caligola di Arcore"


di Raffaele Deidda



Rispondendo a Berlusconi che gli dava del fallito, il governatore uscente della Sardegna lo paragona al dispotico imperatore romano. Effettivamente non sono poche le analogie fra il premier e Gaio Cesare Germanico che dominò tra il 37 e il 41 d.C.



Chi l'ha detto che Renato Soru è un introverso e non possiede il senso dell'umorismo? Anche se pronunciate con un'espressione piuttosto rabbuiata, le parole dell'ex governatore della Sardegna, riportate nell'intervista al quotidiano La Repubblica, in risposta alle accuse di Berlusconi: ("E' un incantatore di serpenti, è una persona che è fallita in tutto quello che ha fatto: é fallito come imprenditore, come politico, come governatore della Sardegna''), contengono più ironia di quanto non trapeli ad una prima lettura: "Silvio Berlusconi si comporta come Caligola, lui vuole prevaricare su tutto e su tutti. Ma anche per l'Italia, così come è accaduto per Roma, verranno tempi migliori".

Il Cavalier Berlusconi è stato equiparato da Renato Soru all'imperatore romano Gaio Cesare Germanico detto Caligola. che regnò dal 37 fino al 41 dopo Cristo, anno in cui fu ucciso da un gruppo di sue guardie. La storia ci ha tramandato un'immagine di Caligola ben poco edificante, essendo l'eccentricità e la depravazione le sue caratteristiche principali oltre al suo, divenuto proverbiale, despotismo. Stando alle fonti, Caligola, al culmine del suo regno, avrebbe voluto essere proclamato dio. Pare inoltre che abbia nominato senatore il proprio cavallo, che si chiamava "Incitatus", al solo fine di manifestare il suo totale disprezzo per il Senato.

Facendo esercizio di ricerca di analogie fra il cavaliere brianzolo e il despota romano ci sarebbe effettivamente da mettere in risalto delle similitudini, forse non colte nel corpo delle poco amichevoli espressioni di Renato Soru in risposta alle pesanti affermazioni di Silvio Berlusconi.



Prima similitudine: Caligola aveva una scuderia a Roma, Berlusconi l'ha avuta e forse l'ha ancora ad Arcore.

Seconda similitudine: Caligola aveva gli stallieri che accudivano i cavalli, Berlusconi pure. Ignoriamo come si chiamasse lo stalliere di Caligola e quali qualità possedesse ma conosciamo il nome di quello di Berlusconi, tale Mangano, e abbiamo appreso dallo stesso Cavaliere che trattavasi di un eroe. Notissimo e certificato mafioso, ma comunque eroe.

Terza similitudine: la reggia di Caligola era continuamente meta di pellegrinaggio da parte di personaggi più o meno importanti che partecipavano ad enormi banchetti e festini. Anche la reggia berlusconiana di Arcore e quella a sud dell'impero, Villa Certosa in Sardegna, hanno ospitato e continuano ad ospitare personaggi importanti come i capi di stato degli altri paesi e quelli meno importanti rappresentati dai vassalli del Cavaliere.

Quarta e forse più significativa similitudine: Caligola ha nominato senatore il suo cavallo Incitatus . Berlusconi ha nominato ministro della Giustizia il suo segretario particolare Angelino e altri ministri o sottosegretari provengono direttamente dalle "scuderie" di Arcore.

Per via della continuità della storia ancora oggi si parla di "cavalli di razza" per i politici più in vista, mentre per le donne in carriera politica è preferibile evitare questa espressione, per ovvi motivi di decenza e la delicatezza di recenti "rumors" collegati a vere o presunte intercettazioni telefoniche in materia di pornopolitica.



Fra i frequentatori di Arcore figura da circa 30 anni, per sua esplicita, orgogliosa ammissione ("Ho cominciato a frequentare Arcore appena finito il liceo") tale Ugo Cappellacci, commercialista e figlio dell'ex commercialista del Cavaliere, che il signore di Arcore ha voluto "manu militari" quale candidato governatore in Sardegna, come sua diretta espressione in quella parte geografica dell'impero che ancora non ha ceduto al suo potere ormai quasi assoluto. Proprio quell'isola, dove ha sede la più fastosa sede di rappresentanza del despota Silvio - Caligola, isola ancora irrispettosamente disubbidiente ai voleri e ai capricci dell'imperatore.

Che importa al cavaliere se il cavallo Ugo è semi-sconosciuto? Forse che Angelino Alfano se lo filava qualcuno prima che il Cavaliere lo nominasse ministro facendogli addirittura saltare l'inutile e burocratico passaggio alla Camera o al Senato? E forse che Incitatus se lo erano "montato" in tanti, prima della sua nomina a senatore decisa da Caligola?

Come si permettono i sardi, che neppure sapevano prima della visita di Berlusconi al nuraghe Losa, che i nuraghi erano dei semplici magazzini di derrate alimentari (altro che reggie-fortezze!), di contrastare i disegni del monarca assoluto?



E questo Soru, perché non ride mai delle facezie dell'imperatore, perché contesta il (poco) panem e i (tanti) circenses che l'imperatore vuole distribuire generosamente ai sudditi della Sardegna?

Perché non tace e si mette prono anche lui, questo sardo a cui il despota da impunemente del fallito come imprenditore e come politico, essendo protetto dal lodo creato apposta per lui dal fido Angelino?

''Ho un senso di pena per quest'uomo ormai alle soglie della vecchiaia" ha commentato Renato Soru che ha poi aggiunto: "Ci si aspetta che una persona di quell'età migliori, diventi più' saggia, e magari si spera nella "grazia di Stato" che lo renda più' adeguato al ruolo che ricopre. Purtroppo con Berlusconi tutto questo non e' successo''.



C'è da osservare che Caligola lasciò molto presto, appena trentenne, la scena politica di quell'epoca, sicuramente "barbara" e sanguinaria che non vorremmo mai rivivere, evitando così altri danni e altre barbarie prodotte per mano sua alla "civitas" di allora.

Nel caso di Berlusconi sarebbe davvero apprezzabile se, dopo aver vissuto così intensamente, pericolosamente, e da molti anni anche impunemente, da parte del Cavaliere arrivasse un segnale di saggezza e cioè la rinuncia al despotismo, al capriccio del potente, all'impunità, agli ostracismi, al disprezzo per tutto ciò che non è in sintonia con i suoi desiderata, alle sue agghiaccianti battute.

I suoi nipotini potrebbero recuperarlo fattivamente al ruolo di nonno affettuoso e premuroso che manifesta nelle patinate riviste di famiglia, per i suoi fedelissimi sarebbe più agevole sostenere una linea politica che non coincida con il solo volere dell'imperatore e i cittadini italiani, in attesa che il voto democratico rimandi nonno Silvio a casa, potrebbero forse smettere di vergognarsi di essere rappresentati dall'anziano despota che manifesta, con l'avanzare dell'età, segni sempre più evidenti di incontinenza generalizzata.

pubblicato su  APRILE ON LINE del 7 febbraio 09

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