Si conclude in questi giorni la prima fase sperimentale del progetto Bibbia Educational, che ha coinvolto 60 scuole laziali. Il progetto fu presentato nel dicembre dello scorso anno a Roma nella sede del Ministero della Pubblica Istruzione, alla presenza del ministro Fioroni e di numerose personalità laiche e religiose. Il "Progetto Bibbia Educational" gode del patrocinio del Ministero dell’Istruzione. L’opera, formata da un cofanetto di 13 cd-rom e da 13 film in dvd sui più importanti personaggi della Bibbia, è ideata e curata dal Prof. Pasquale Troia, docente di Religione cattolica in un liceo romano e di S. Scrittura presso l'Istituto di Scienze Religiose "E. Caymari" della Pontificia Università Lateranense di Roma, esperto formatore dei docenti di religione in tutta Italia, oltre che redattore di una rivista cattolica. A parte l’estrazione dell’autore, a parte che l’opera è pubblicizzata per la "rilevanza interculturale e interreligiosa", cosa di per se errata, visto che è limitata alla cultura cristiana biblica (e le altre dove sono?), imitando l’amico Saggiustizzia, vorrei porre al margheritoso ministro Fioroni 3 domande:
Se davvero l’obiettivo dichiarato è “offrire una lettura trasversale delle tradizioni culturali del mondo cristiano, ebraico e islamico….dall’Antico e Nuovo Testamento fino all’Apocalisse” come faranno gli islamici che dovrebbero “integrarsi” leggendo un libro con il quale hanno in comune solo i primi cinque libri (su settanta) e proprio la parte che meno si presta alla conciliazione?
Non è forse vero che l’obiettivo di questo genere di iniziative è quello di “sdoganare” il testo religioso nella scuola, per aprire la strada all’”ora di religione monoteista”, ossia la solita minestra riscaldata?
Senza volere entrare nel merito di quanto sia costato allo Stato questo “investimento”, ne’ degli “emolumenti” al signor Troia, le chiedo a quale titolo la scuola, organo di uno Stato laico, si piega ad affrontare simili discutibili avventure?