a lo hecho, pecho

ciò che è fatto è fatto
mercoledì, 16 gennaio 2008

Il rifiuto dei rifiuti?

Il governatore della Campania Antonio Bassolino è stato rinviato a giudizio per reati che avrebbe commesso in qualità di commissario straordinario per l'emergenza rifiuti, incarico che svolse tra il 2000 e il 2004. Ventotto sono le persone per le quali richiede il rinvio a giudizio, e ovviamente tra queste vi sono vertici della Impregilo, la società affidataria dell'appalto, e amministratori delegati di società collegate alla Impregilo, oltre ad ex funzionari del commissariato. L’accusa è impostata sul fatto che il contratto d’appalto per come è stato scritto non avrebbe mai potuto far funzionare adeguatamente gli impianti e il relativo ciclo. Bassolino si difende dicendo che “forte è la sproporzione tra gli addebiti che mi vengono rivolti e la mancanza non solo di prove, ma anche di qualunque serio indizio», e si chiede «per quale ragione, per quale vantaggio avrei dovuto favorire l'affidataria di una gara che per di più è stata progettata, bandita e assegnata prima che diventassi presidente della Regione?», e aggiungendo che «dal punto di vista politico dalla vicenda rifiuti ho tratto solo svantaggi». Iervolino, Fassino, Veltroni, et cetera sono profondamente convinti dell’onestà di Bassolino. Strumentalizzazioni e sparate politiche a parte, resta da chiedersi quanto si possa accettare la totale estraneità ai fatti. Personalmente ritengo che il vero problema insista sulla crescente irresponsabilità dei nostri governi, centro, destra e sinistra, a livello locale e regionale.

Ciò che dovrebbe essere messo in discussione  è l’incapacità dei funzionari delle pubbliche amministrazioni, l’imperizia di persone che dovrebbero agire secondo competenze che di fatto nessuno ha mai accertato. Nelle pubbliche amministrazioni, grazie al fatto che  il personale – tecnico o meno- essendo assunto grazie a concorsi “truccati”- quando viene incaricato della stesura dei capitolati d’appalto e della elaborazione delle relative schede tecniche, non sapendo da che parte girarsi, chiede “aiuto” alle stesse imprese che partecipano all’appalto (e che al 95% poi se lo aggiudicano, guarda caso).

E questa come si chiama?
postato da aloechopecho alle ore 18:27 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
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Commenti
#1    16 Gennaio 2008 - 18:33
 
Italia, si chiama.


(Bentornata!)
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#2    16 Gennaio 2008 - 18:48
 
... già!! Per un attimo ho vissuto all'estero.

Ah: grazie, Gen, lei è così carino che finirò per sognarla come ho fatto per qualcun'altro...
Dimenticavo: ho sperimentato la sua versione al rosmarino e pepe nero di pasta&ceci. Ottima!
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