Bella, silenziosa ma attenta, intelligente, elegante, raffinata nei modi, nei colori, nei toni.
E' un'assessora; giunta di destra. Mettila una sera a cena a Villa Ari'e culu, succursale invernale di Villa Balorda. La sera è ricca di cibo, vini, gente nuova, l'atmosfera è frizzantina. Il solito Saggiustizia impertinente istiga alcuni dei commensali - evidentemente abbondantemente più giovani dell'età media dei presenti- ad indovinare l'età dell'Assessora. Nei suoi 43 anni lei è divertita e al contempo infastidita, non è avvezza a questo genere di tavolate, si vede chiaramente, ma si sta anche crogiolando nell'essere al centro dell'attenzione. Il toto-età, da giochino dall'apparente breve durata, si trasforma in uno stancante e penoso revival di "Pronto Raffaella?", quanti sono i fagioli?
L'assessora inizia a dare chiari segni di cedimento fisico e psicologico; con una scusa si alza da tavola, viene verso di me e alzando gli occhi al cielo sussurra "uffff... ebbasta!!!". Io la accolgo maternamente nella mia sedia, ci stiamo strette io poi ci ho un discreto fondo schiena, ma resisto.
Ed ecco l’altra Lei. Frivela, filosofa, pessimista e di sinistra. A mio avviso non ha niente da invidiare, neanche fisicamente, all’Assessora, ma io sono donna, il mio parere non conta granchè. La sta adocchiando, la guarda di sottecchi, sta forse pensando se esiste un modo per farla cadere?
Due battute sulla politica e sui politici, così, tanto per accomiatarsi. L’Assessora va via, ringrazia e saluta tutti. Lo fa con quei suoi gesti quasi felini, gli occhi le brillano ma non ha bevuto granchè.
Frivela non solo non è riuscita a scolarsi tutta la bottiglia del vino Semidano, ma si sfoga con gli ospiti rimasti. Lei è una sanguigna. E già. Poteva essere una serata ancor più divertente, se solo avesse colto l'occasione per sferrare l’attacco, o quantomeno lanciare una sfida. Per quasi tutti - tranne che per lei e pochi altri - Frivela ha perso un’occasione.
Ma sarà davvero così?