a lo hecho, pecho

ciò che è fatto è fatto
domenica, 15 febbraio 2009

Tanta voglia di Indro

Per altre questioni ho ripreso in mano "La Nuove Stanze" di Indro Montanelli.


C'è un'articolo che mi sforzerò di riassumere perchè sintetizzare Indro è cosa assai rischiosa.


Come è risaputo non si è mai definito uomo di sinistra (tant'è che diceva che la sinistra deve cambiare nome dato che la stessa parola evoca negatività).


Quando nel 2001 disse che avrebbe votato a sinistra turandosi le narici, fu accusato di voltagabbana, e soprattutto molti furono indignati per il fatto che la sinistra utilizzò questa cosa ai fini propagandistico elettorali.


Egli rispose, in una lettera intitolata "L'eterno dilemma: scegliere il meno peggio" che la sua scelta, era discutibile in quanto l'esercito di Rutelli era una vera e propria armata brancaleone, mentre il Polo delle destre erano compatte "come lo erano, ai loro tempi, quelle fasciste e naziste ("Ein Volk, ein Reich, ein Führer": un popolo, un governo, un Capo").".


Tuttavia si è trovato davanti alla scelta: manganello o bordello?


Del manganello, disse, ne ho conservato un ricordo ispirato al disgusto; del bordello un ricordo ispirato al rimpianto.


"E che volto abbia la Destra italiana, che ha il coraggio perfino di proclamarsi liberale, lo abbiamo ben visto in questi ultimi giorni".


Aggiungerei adesso, caro Indro, anni...

postato da aloechopecho alle ore 16:11 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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Sono una incazzata. Sono una casinista. Una che si perde regolarmente in un bicchier d'acqua. Ma ciò che è fatto... è fatto: a lo hecho, pecho!


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